Lazise
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.Lazise è un comune di 6.978[1] abitanti in provincia di Verona, situato sulla sponda orientale del lago di Garda. Questa collocazione geografica gli conferisce una posizione di grande pregio paesaggistico, ma sono presenti anche elementi di grande pregio architettonico e di notevole importanza storica. Oltre a queste peculiarità Lazise può contare sulla presenza di una fonte termale a Colà, di parchi dei divertimenti (Canevaworld e Gardaland, quest'ultimo situato in parte sul territorio di Castelnuovo del Garda, dove ha sede, e in parte sul territorio di Lazise) e un esteso paesaggio agricolo collinare.[2]
Lazise, posta a circa 24 chilometri da Verona, capoluogo della provincia di cui fa amministrativamente parte, si trova sulla sponda orientale del lago di Garda, compreso tra i comune di Castelnuovo del Garda a sud e di Bardolino a nord, mentre confina a ovest con Pastrengo e Bussolengo. Il comune lacisiense occupa una superficie di 64,96 km², anche se le terre emerse impegnano solamente 30 km².[3]
Per quanto riguarda la classificazione sismica regionale Lazise è classificata nella zona 3, ovvero a bassa sismicità, anche se storicamente la zona ad est del lago di Garda, quindi il monte Baldo, e la val d'Illasi sono le aree a maggior sismicità della provincia di Verona, essendovi stati eventi sismici di notevole intensità.[4]
Clima
Il lago di Garda, e quindi Lazise, fa parte di quell'ampia zona climatica che comprende la Pianura Padana e le prime valli alpine e che denota un clima temperato-continentale, ma che localmente manifesta condizioni notevolmente mitigate dalla massa d'acqua: questo clima può definirsi sub-mediterraneo. La primavera e l'autunno sono le stagioni più piovose, mentre l'estate è di tipo mediterraneo, quindi asciutta ma interrotta da intensi temporali, specialmente nel mese di agosto. In inverno le temperature sono meno rigide rispetto alle zone circostanti e le precipitazioni sono piuttosto scarse, mentre le nebbie solo in poche occasione riescono a invadere il basso lago.[5]
Nel comune di Lazise la temperatura media annua e di circa 12-13 °C, con medie minime di 8 °C e medie massime si 18-18,5 °C, mentre le precipitazioni annuali variano da un minimo di 650 mm ad un massimo di 800 mm.[6]
Geologia
Il territorio di Lazise si sviluppa completamente all'interno del grande anfiteatro morenico del Garda: sorge su terreni costituiti da sedimenti depositati in ambiente glaciale e fluvio-glaciale durante il quaternario, depositi attribuiti principalmente alle glaciazioni Riss e Würm e in seguito addolciti dai processi di denudazione e dilavamento dei versanti. Questi ultimi processi hanno provocato la formazione di una morfologia ondulata che degrada con delicatezza verso il lago.[7]
Il suolo presenta depositi morenici fino a diverse centinaia di metri di profondità, come hanno confermato la perforazione di pozzi idrici, e questa composizione del suolo causa la media permeabilità dei terreni superficiali. Le falde freatiche presenti nei fondovalle sono spesso presenti a pochi metri di profondità sotto il piano di campagna, motivo per cui sono presenti nel territorio diversi toponimi che richiamano la presenza di ristagni idrici, difficoltà di deflusso e falde superficiali.[7]
Questo territorio è caratterizzato da una rete di piccoli corsi d'acqua e scoli che confluiscono nel lago di Garda: il Dugale, il Rio Bisaola, il Dugale dei Ronchi e del Palù, il Dugale della Fontana, il Dugale della Figara e lo scolo Colombara.[7]
STORIA
Storia antica
In epoca romana il lago divenne un'importante via di comunicazione per le merci che arrivavano dalla Germania; amministrativamente a Lazise si presentavano le condizioni tipiche dei vicus e dei pagus, anche se probabilmente capoluogo di questo pagus, ovvero una circoscrizione territoriale rurale che si estendeva da Pacengo a sud sino a Lazise a nord, e nell'entroterra a est fino a Sandrà e Pastrengo, non era Lazise bensì Colà.[10] Del paese, sotto la dominazione degli Eruli, quindi degli Ostrogoti, e infine dei Longobardi, si hanno solo notizie frammentarie e piuttosto generiche, se non quasi assenti, e una delle poche testimonianze trovate sembra sostenere la tesi che in quel periodo Lazise fosse soggetta al conte di Verona.[11] |
Primo libero Comune d'Italia
Lazise, pur facendo parte della Giudicaria Gardense (vasto territorio tra Adige e lago di Garda), ne era largamente indipendente. Nel 1077 Enrico IV con un atto confermò nuovamente l'esenzione da alcune imposte, e in un atto privato del 1123 Lazise viene per la prima volta definita Patria. Nel 1193 il podestà di Lazise assistette, insieme ai rappresentanti di altri borghi della Giudicaria Gardense, alla consegna di Garda al Comune di Verona, che estese il proprio potere anche alle altre ville della Giudicaria, compresa Lazise, la quale mantenne comunque gli antichi privilegi.[13] Sotto gli Scaligeri vennero realizzati il castello e le mura cittadine, e nel 1387, quando la Signoria Scaligera stava per cadere per mano degli eserciti dell'alleanza formata da Gian Galeazzo Visconti, Francesco I Gonzaga e Francesco I da Carrara, il borgo fortificato, che rimase fedele a Verona, chiuse le porte e si preparò all'assedio, il quale durò alcuni giorni. Lazise cedette alle armi da fuoco nemiche il 13 ottobre 1387, quindi passò sotto il dominio Visconteo, sotto il quale fu sede del vicariato di una giurisdizione piuttosto ampia, anche se poco tempo dopo passò sotto il dominio Carrarese.[14] |
Storia moderna
Nel 1439 il paese venne bersagliato dalle truppe di Filippo Maria Visconti, il quale si trovava in guerra con la Repubblica Veneta, ma dopo questa breve parentesi di guerra prosperò la pace, almeno fino agli eventi della guerra della Lega di Cambrai, durante la quale una galea veneziana si autoaffondò per non finire in mano nemica davanti Lazise, che passò in mano a Giovanni Gonzaga il 23 agosto 1510. Pure il Gonzaga confermò a Lazise gli antichi privilegi, ma il borgo tornò sotto Venezia già nel 1516. Questo fu un periodo continuo di lotte che si arrestarono per questa comunità solo dopo il saccheggio di Lazise da parte dei Lanzichenecchi nel 1529: dopo vi fu però un periodo di prosperità che si protrasse per quasi due secoli, intervallato però dalla peste del 1631 che decimò la popolazione, praticamente dimezzandola.[16] |
Storia contemporanea
| La rivoluzione francese portò delle conseguenze anche a Lazise, a causa sì del passaggio dei soldati francesi che dovevano dirigersi in Tirolo, ma soprattutto perché nel paese venne posto il quartiere generale francese, così che i militi francesi ne approfittarono per saccheggiare l'abitato. Il 16 maggio 1797, inoltre, venne eretto l'albero della libertà tra l'indifferenza dei paesani. Lazise passò quindi alla Repubblica Cisalpina e poi alla Regno d'Italia, sotto il quale divenne capoluogo del quinto distretto di Verona, ma nel 1815 Lazise cambiò nuovamente bandiera passando sotto il Regno Lombardo-Veneto e quindi, di fatto, sotto l'Impero austriaco.[17] Durante la prima guerra di indipendenza italiana le truppe piemontesi entrarono a Lazise, dove accumularono la polvere da sparo proveniente da una polveriera conquistata nelle vicinanze di Peschiera del Garda (importante fortezza del Quadrilatero), e da dove poi si spostarono verso Castelnuovo, dove si svolse l'omonima battaglia. Presso la Pergolana inoltre vi fu lo stanziamento di truppe. Durante la seconda guerra di indipendenza a Lazise vennero trasportati via lago i feriti della battaglia di San Martino, che vennero soccorsi nella zona del porto, ma fu solamente nel 1866, a seguito della terza guerra di indipendenza che Lazise entrò a far parte del Regno d'Italia.[18] |
TOPONIMO
| Il nome Lazise deriva dal latino lacus che significa "villaggio lacustre", come sembrano confermare documenti dell'Alto Medioevo che riportano il paese sotto il nome di Laceses. Un'altra ipotesi, poi scartata, voleva il nome del paese derivato da Antonio Bevilacqua di Loncis, Loncis dal suo castello in Baviera, divenuto nel 1014 governatore del lago, e che diede vita all'importante famiglia che mutò poi nome in Bevilacqua-Lazise.[19] |
Stemma
| In origine lo stemma del comune di Lazise era uno scudo scaccato a losanghe diagonali argento e azzurro, analogamente allo stemma dell'antico regno bavarese. Successivamente lo stemma è stato partito: la metà sinistra è formata dallo scaccato colore argento e azzurro, in quella destra è raffigurato un dragone in campo rosso.[20] |
MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE
Architetture religiose
Chiesa di San NicolòLa chiesa di San Nicolò è situata presso il porto vecchio di Lazise. In stile romanico, si pensa risalga al XII secolo, anche se compare in un documento per la prima volta solamente nel 1320. Sulla porta maggiore vi è il protiro pensile originale, mentre l'abside fu rifatta nel 1595 e il campanile originale, che sul finire del Settecento era pericolante, venne abbattuto e al suo posto ne venne realizzato uno nuovo.[21] |
Dell'originaria chiesa di San Zeno, che divenne parrocchiale di San Martino nel Cinquecento, si ha notizia a partire dal 1295. Essa, di buona capienza ma piuttosto sproporzionata nelle forme e nelle dimensioni, occupava la stessa posizione dell'attuale chiesa dei SS. Zeno e Martino, che venne realizzata successivamente all'abbattimento della prima nel XVIII secolo.[23] I lavori prevedevano una chiesa in stile neoclassico disegnata da Luigi Trezza, lavori fermati però dall'arrivo delle truppe napoleoniche e ripresi solo nel 1821 con la costruzione del presbiterio, dell'abside e del campanile, sul quale vennero poste cinque campane nel 1840, quando si conclusero definitivamente i lavori. La chiesa venne consacrata il 2 settembre 1888 dal cardinale Luigi di Canossa.[24] |
Altre chiese
|
Architetture civili
Porto vecchio e dogana venetaCostruzione di grande importanza per lo scalo delle merci nel paese era la dogana veneta, insieme all'antistante porto, il quale si trova segnato già nelle carte del X secolo. Alle estremità del porto, che inizialmente era di dimensioni minori rispetto all'attuale, vi erano due torri, con un ingresso vicino alla torre più grande. Da queste due torri (oggi non più presenti) partivano le mura che proteggevano il porto e andavano a collegarsi al castello scaligero. Il porto venne ampliato nel XVI secolo, ma di un arsenale o darsena si ha notizia già a partire dal 1329, realizzato quindi dagli Scaligeri: esso venne utilizzato, dai veronesi prima e dai veneziani più tardi, per la custodia di parte della flotta. Il 19 ottobre 1607 venne però richiesto a Venezia di poter smantellare l'arsenale per trasformarlo in una dogana per le merci. La dogana oggi ci appare come un unico locale in pietra di 900 m² con un'altezza di 10 m, utilizzato come centro congressi.[27] |
Villa PergolanaNel luogo dove oggi sorge la Pergolana, originariamente chiamata Parivolana, nel Cinquecento venne fondato un monastero dai frati francescani, che realizzarono anche la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Nel 1574 i frati vendettero monastero e chiesa ai conti Della Torre, che successivamente la rivendettero ai Villa, i quali abbellirono la chiesa con alcuni dipinti e l'arredo. Passò quindi a Gian Battista Mutinelli e, nel 1856, ai conti Cavazzocca Mazzanti.[26] |
Altre ville
|
Architetture militari
L'edificio più imponente di Lazise è il castello scaligero e la cinta muraria che circonda il centro storico. Il castello venne realizzato durante la dominazioni dei signori di Verona Bartolomeo II e Antonio della Scala, o forse poco prima dal padre Cansignorio della Scala (visto che la porta Nuova reca la data 21 maggio 1376).[32] Il paese ha sempre avuto tre porte d'ingresso munite di saracinesche e ponti levatoi:
Il castello subì delle lesioni durante l'assedio dei veneziani nel luglio 1438, e poi ancora nel maggio 1528 ad opera dell'esercito di Carlo V. Nel XVI secolo, con l'avanzare delle nuove tecnologie e tattiche di guerra, il castello perse d'importanza e venne acquistato prima dalla comunità lacisiense e in seguito da famiglie private.[33] |
Eventi
|
Frazioni
Colà
Pacengo
Turismo
Nei secoli ospiti famosi visitarono il lago, tra cui Catullo, Goethe e Gustav Klimt, ma il fenomeno turistico di massa a Lazise iniziò nel dopoguerra, quando gli abitanti d'oltralpe, soprattutto tedeschi, iniziarono a scendere verso sud, in cerca di una meta geograficamente vicina ed economica. Furono proprio la vicinanza geografica e il potere del marco tedesco sulla lira alcune tra le cause che garantirono il successo economico della cittadina.[40] Gli abitanti di Lazise, fino a quel momento dediti alla pesca e all'agricoltura, iniziarono ad investire sul turismo, costruendo strutture ricettive, quali alberghi e campeggi. |
Strade
|
Nel territorio comunale lacisiense sono presenti due strade principali, entrambe con direzione N-S: la strada statale 249 Gardesana Orientale che costeggia il lago partendo da Peschiera del Garda e giungendo a Riva del Garda, e la strada statale 450 di Affi, posta nell'entroterra e collegante i caselli autostradali di Peschiera (autostrada A4) e di Affi (autostrada del Brennero).[42] |
Gemellaggi
Rosenheim, Germania
Note
- ^ demo.istat.it - Bilancio demografico mensile 2010. URL consultato il 07-05-2010.
- ^ Relazione tecnica, op. cit., p. 5.
- ^ Relazione ambientale, op. cit., p. 90.
- ^ Relazione ambientale, op. cit., p. 49.
- ^ Eugenio Turri, Il lago di Garda, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1978, p. 7.
- ^ Relazione ambientale, op. cit., pp. 20-23.
- ^ a b c Relazione tecnica, op. cit., p. 8.
- ^ G. Agostini, Lazise nella storia e nell'arte, Verona, 1924.
- ^ F. Zorzi, Verona e il suo territorio, Verona, 1960, Vol. I.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 7.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 8.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 10.
- ^ Franzosi, op. cit., pp. 11-12.
- ^ Franzosi, op. cit., pp. 13-14.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 15.
- ^ Franzosi, op. cit., pp. 16-17.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 19.
- ^ Franzosi, op. cit., pp. 20-21.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 9.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 43.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 29.
- ^ a b c Franzosi, op. cit., p. 30.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 27.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 28.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 31.
- ^ a b c Franzosi, op. cit., p. 32.
- ^ Franzosi, op. cit., pp. 38-39.
- ^ a b c Franzosi, op. cit., p. 34.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 33.
- ^ Franzosi, op. cit., p. 35.
- ^ villadeicedri.it - Storia. URL consultato il 07-05-2010.
- ^ B. Bresciani, Castelli veronesi, Verona, Vita Veronese, 1962.
- ^ Franzosi, op. cit., pp. 36-37.
- ^ a b c Franzosi, op. cit., p. 48.
- ^ a b c d comune.lazise.vr.it - Eventi. URL consultato il 07-05-2010.
- ^ comune.lazise.vr.it - Fiera Nazionale "I giorni del miele". URL consultato il 07-05-2010.
- ^ a b Franzosi, op. cit., p. 50.
- ^ a b D. Olivieri, Toponomastica Veneta, Venezia, 1962.
- ^ a b Franzosi, op. cit., pp. 52-53.
- ^ Viviani, op. cit., p. 145.
- ^ larena.it - Sul lago la crisi non spaventa i turisti. URL consultato il 07-05-2011.
- ^ a b Relazione tecnica, op. cit., p. 15.
Bibliografia
- Mario Franzosi, Lazise, Verona, Vita Veronese, 1974.
- Giuseppe Franco Viviani, Lazise com'era. Immagini per la storia di Lazise, Cola, Pacengo, Lazise, Associazione culturale Francesco Fontana, 1995.
- AA. VV., Relazione tecnica. PAT del Comune di Lazise, Lazise, 2009.
- AA. VV., Relazione ambientale. PAT del Comune di Lazise, Lazise, 2009.

